La Storia
Palazzo De Sanctis
Le prime testimonianze documentate del borgo di Lettomanoppello risalgono al XIII secolo, quando era noto come Terra Lecti Prope Manoppellum a sottolineare il suo legame con la contea di Manoppello. Ma la storia di questo luogo ha radici molto più antiche: un panetto di asfalto inciso d’epoca romana racconta di famiglie nobili che già in epoca remota sfruttavano le preziose miniere di bitume della Maiella, una produzione documentata fino agli anni Trenta del Novecento. Altra importante attività attestata a Lettomanoppello è l’arte della pietra: sin dal XVIII secolo la lavorazione della pietra locale – sia bianca che nera – ha dato vita a opere di straordinaria bellezza, plasmando l’attuale aspetto del centro storico. Tra i gioielli architettonici che testimoniano l’abilità artistica degli scalpellini vi è Palazzo De Sanctis, un’elegante casa palaziale custode di fascino e memoria.


Situato sul corso principale del paese, Palazzo De Sanctis risale presumibilmente al Settecento, epoca a cui appartiene la parte più antica dell’edificio e successivamente ampliato nell’Ottocento. Come accadeva spesso nell’architettura signorile del tempo, il palazzo si sviluppò su strutture preesistenti, adattandosi armoniosamente al
tessuto urbano senza alterarne l’identità. L’edilizia di questo periodo, influenzata dai modelli napoletani, prediligeva facciate movimentate da cornici marcapiano, balconi sporgenti e una studiata alternanza di volumi. Le paraste di ordine gigante sul prospetto principale del palazzo ne accentuano l’imponenza insieme al portale monumentale. Ma è varcando la soglia che si percepisce tutta l’eleganza degli spazi interni: un ampio scalone realizzato in pietra nera della Maiella accompagna lo sguardo verso l’alto, fino a raggiungere il grande lucernario.
Nonostante le ristrutturazioni e le inevitabili trasformazioni nel tempo, Palazzo De Sanctis mantiene intatto l’equilibrio tra raffinatezza e maestosità. Tra le sue stanze e sui suoi balconi si intrecciano le storie di uomini e donne, di una comunità dedita al
lavoro e al pensiero come dimostrano le vite di Giovanni De Sanctis e Augusto Pierantoni, due personalità di spicco legate al mondo del diritto e della politica nel XIX secolo che qui ebbero dimora.
All’interno del Palazzo sono visitabili la Sala della Bandiera, il Salone dell’Ottocento, la Sala del Novecento, la Biblioteca del Risorgimento abruzzese e molisano e lo Spazio Decisioni, ciascuno parte integrante del percorso culturale e identitario dell’edificio. Il Palazzo ospita inoltre un appartamento privato, perfettamente recuperato nella esclusiva dotazione dei proprietari del bene, aperto alla visita solo in via eccezionale e previa specifica autorizzazione della proprietà.
Il presente capitolo è tratto dal volume Salotti e Rivoluzioni. Luoghi, incontri e forme della sociabilità nella costruzione della modernità di Franca De leonardis (Rubbettino editore, 2025).
Il saggio esplora gli spazi di sociabilità come luoghi di elaborazione intellettuale: salotti, caffè e circoli si configurano come autentici laboratori di idee, capaci di influenzare correnti artistiche, di pensiero e la nascita di una coscienza nazionale. Il rapporto tra sfera privata e spazio pubblico, memoria e trasformazioni sociali, rappresenta il filo conduttore del volume, che propone una lettura della sociabilità come elemento generativo della modernità e dell’identità collettiva. Particolare attenzione è rivolta all’Abruzzo, regione periferica ma non marginale, osservata attraverso la figura di Augusto Pierantoni che, formatosi nel milieu di Palazzo De Sanctis, testimonia come l’intreccio tra vicende biografiche, spazi familiari e circuiti intellettuali abbia inciso nell’elaborazione di una coscienza giuridica e politica sovranazionale.

I timidi, gli incerti e gli ignoranti
finiranno col benedire alla libertà
ed indipendenza, per le quali abbiamo
il debito di combattere.
Giovanni De Sanctis
1862








