Sabato 28 marzo 2026, a Roccamorice, si è svolta una giornata dedicata agli Stati Generali della Maiella – Osservatorio permanente sulle Terre Alte, un appuntamento che ha riunito istituzioni, esperti e comunità locali attorno a una riflessione condivisa sul futuro delle aree interne della Maiella e, più in generale, dell’Appennino centrale. L’evento è stato promosso e realizzato grazie alla collaborazione tra Fondazione Europa Prossima, Fondazione Palazzo De Sanctis APS ETS, Pietrara Conviviale ODV, Riabitare l’Italia, Unione dei Comuni “Città della Maiella”, Parco Nazionale della Maiella, Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG) e UNCEM. L’iniziativa ha rappresentato un momento pubblico di confronto volto a esplorare e consolidare la visione della Città della Maiella come modello innovativo di governance policentrica. Al centro del dibattito, il ripensamento delle relazioni tra montagna, fondovalle e fascia costiera, superando le tradizionali dicotomie tra centri “minori” e poli di attrazione e riconoscendo nella montagna un’infrastruttura strategica capace di trattenere e intercettare le comunità.
La giornata si è aperta con i saluti istituzionali di Luciano D’Alfonso, Deputato della Repubblica e Presidente Emerito della Regione Abruzzo, Alessandro D’Ascanio, Sindaco di Roccamorice e Consigliere del Parco Nazionale della Maiella e Filiberto Ciaglia della Fondazione Europa Prossima, PostDoc presso la Sapienza Università di Roma.
A seguire, la sessione plenaria ha offerto un quadro articolato delle politiche e delle prospettive legate alle terre alte della Maiella. La sessione, moderata dal giornalista Carmine Perantuono, ha visto gli interventi di Marco Bussone, Presidente nazionale UNCEM, Giovanni Vetritto, Coordinatore dell’Ufficio Politiche urbane e della montagna della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Anna Giorgi, Direttrice del Polo UNIMONT dell’Università degli Studi di Milano (in collegamento digitale) e Lucio Zazzara, Presidente dell’Ente Parco Nazionale della Maiella.
Nel corso del pomeriggio, le riflessioni si sono articolate in due sessioni parallele. La prima, dal titolo “Il valore delle terre alte: i patrimoni nel futuro della montagna”, moderata da Filiberto Ciaglia, ha ospitato gli interventi di Clara Verazzo (Università “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara), Riccardo Morri (Sapienza Università di Roma e Presidente nazionale AIIG), Chiara Delpino (Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per Chieti e Pescara) e Francesco Crivelli (Presidente dell’Unione dei Comuni “Città della Maiella”) sul tema del patrimonio ambientale, culturale e paesaggistico come leva fondamentale per il futuro della montagna. La seconda sessione, “Educare alla cura della Maiella. La questione del rischio naturale”, moderata da Alessandro D’Ascanio, ha visto la partecipazione di Catia Di Nisio, Presidente dell’Ordine dei Geologi dell’Abruzzo, Violetta De Luca, guida del Parco Nazionale della Maiella, e Maurizio Scelli, Direttore dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile. Qui, il focus si è spostato sull’educazione alla cura della Montagna e sulla questione del rischio naturale.
La giornata si è conclusa con un momento di sintesi e confronto dedicato al tema “Le fragilità della Maiella. Tra montuosità e montanità”. Il dialogo tra Luciano D’Alfonso, Giovanni Vetritto e Sabrina Lucatelli, Direttrice di Riabitare l’Italia, è stato moderato da Antonio Di Marco, Consigliere Regionale, e Daniele Cristofani, giornalista de “Il Centro”. Il dibattito finale ha ribadito l’urgenza di rafforzare politiche integrate e strumenti di cooperazione, capaci di valorizzare la montuosità – e le comunità che la abitano – come risorsa permanente.


























































