La Sala della Bandiera
Verde come le montagne, bianco come la neve e rosso come il sangue. Ma anche verde come la speranza di libertà, bianco come la fede negli ideali e rosso come il coraggio dei patrioti: questi i significati legati al tricolore simbolo dell’Italia unita. Comparsa per la prima volta nel 1797 su ispirazione di quella francese, la bandiera italiana divenne ben presto simbolo della tanto ambita unità nazionale. Al suo centro lo stemma sabaudo: un dettaglio non trascurabile se si vuole comprendere il processo di unificazione della nostra nazione, avvenuto sotto la guida del Regno di Sardegna e quindi di Casa Savoia. La proclamazione di Vittorio Emanuele II quale primo re d’Italia suggellò la comunione tra le lotte per la libertà e la politica monarchica, simbolicamente rappresentata da una croce bianca su uno scudo rosso, sovrastati dalla corona reale.
Le bandiere complete dell’emblema sabaudo sono considerate, per rarità e valore storico, delle vere e proprie reliquie. Ma quella custodita presso Palazzo De Sanctis è ancora più rara poiché le bande colorate risultano invertite: a destra il verde, a sinistra il rosso. A cucire questa straordinaria bandiera Dorinda De Sanctis, sorella del noto avvocato Giovanni De Sanctis, in occasione del passaggio del re d’Italia a Chieti il 18 ottobre 1860. Il motivo di tale caratteristica ci è ignoto, ma è probabile che si tratti di una svista dovuta dalla fretta di concludere il lavoro in tempo, complice l’emozione e l’entusiasmo per la celebrazione.

Non sono molte le informazioni che abbiamo su Dorinda ma quelle che possediamo sono sufficienti per descriverla come donna emancipata e profondamente legata alla questione risorgimentale. A regalarci uno spaccato del suo pensiero è il nipote Augusto Pierantoni nel raccontare un episodio accaduto durante un veglione di carnevale: «Entrò una mascherata di pulcinelli che profanavano, con il colore dei loro vestiti, il simbolo della Patria. La zia Dorinda, ch’era ne palco di famiglia, prese una bandiera, la sventolò e con ispirata parola disse: – Giù le maschere! – Non voleva che la Patria avesse tanto lottato e sofferto affine di ottenere nuovi ordini di libertà per mutare la camicia del pulcinella dal bianco nei tre colori […]. I pulcinelli lasciarono il teatro; la zia fu molto festeggiata».
Con la caduta della monarchia e la proclamazione della Repubblica lo stemma fu rimosso. Il 1° gennaio 1948, con l’entrata in vigore della Costituzione, la bandiera italiana venne inserita tra i principi fondamentali (art.12) e con sé il simbolo principe della storia risorgimentale del nostro Paese.







